La vita di Gesù - Icone Ferraboschi

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La vita di Gesù

La simbologia
L'annunciazione
La festa dell'Annunciazione risale al VI secolo ed è una delle dodici festività della Chiesa d'Oriente. E' grazie al "Sì" di Maria che l'uomo ritrova il legame filiale, smarrito da Adamo con il peccato originale (non a caso si festeggia il 25 marzo, equinozio di primavera, giorno in cui, secondo la tradizione, il mondo è stato creato: in questo modo si sottolinea il parallelo tra il vecchio e il nuovo Adamo).
   La scenda rappresentata è dinamica: l'angelo irrompe da sinistra, la Vergine è rivolta verso la Grazia divina che scende come un raggio dall'alto. I colori sono caldi (prevalgono i rossi e i bruni) per sottolineare il dinamismo e l'energia che  esprime l'icona.

La natività
L'icona si rifà a varie fonti letterarie tradizionali: il Vangelo di Luca e di Matteo, gli apocrifi sull'infanzia di Gesù e gli inni liturgici.
   L'iconografia più antica della Natività si trova su un sarcofago del 320, in cui è rappresentato il Bambino tra il bue e l'asino. Dal IV secolo si diffonde l'adorazione dei Magi, che vengono quindi inclusi nell'icona; dal secolo successivo invece l'attenzione viene concentrata sulla Vergine, posta davanti ad una grotta (simbolo del male in cui l'umanità è caduta). Gesù è avvolto in fasce (che richiamano le fasce mortuarie) ed è deposto nella mangiatoia (che richiama il sepolcro).
   Tradizionalmente la composizione è circolare: al centro la Madre di Dio e il Bambino nella grotta, intorno le altre scene (San Giuseppe, i Magi, il Bagno del Bambino).

La presentazione di Gesù al tempio
La trasfigurazione
La festa della Trasfigurazione è molto antica, alcuni scavi hanno riportato alla luce una chiesa sul monte Tabor, fatta erigere da Sant'Elena nel 326 e si sa con certezza che nell'VIII secolo la Trasfigurazione era celebrata solennemente dai cristiani d'oriente; in occidente la festività venne introdotta nel 1457.
   La Trasfigurazione è una manifestazione trinitaria: Cristo appare come lo splendore del Padre e ripieno di Spirito Santo e manifesta ai discepoli un'altra dimensione dell'esistenza.
   Presenza fondamentale in questa icona è la luce, la cui sorgente è Cristo e che si irradia tutto intorno: Egli appare, nelle sue vesti bianche (simbolo del paradiso) davanti ai testimoni dell'Antico e del Nuovo Testamento (Mosè, che rappresenta la Legge, ed Elia, che rappresenta i Profeti), mentre i discepoli sbigottiti cadono a terra folgorati da questa splendida visione.

L'entrata di Gesù a Gerusalemme
L'entrata in Gerusalemme è descritta da tutti e quattro i Vangeli: Cristo entra solennemente in Gerusalemme, dove vivrà la Passione e trionferà sulla morte. Gesù, seduto su un'asina, guida la processione verso il monte degli Ulivi; è seguito dai discepoli, che guardano nella stessa direzione di Cristo. Le persone vanno incontro al Maestro.
   Questo tipo iconografico si è formato nel IV secolo e non ha subito in seguito mutamenti.   

 
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