Madre di Dio - Icone Ferraboschi

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Madre di Dio

La simbologia
Vergine Odigitria
"Odigitria" in greco (odigos) significa "Guida", "Colei che indica la Via". Questa tipologia è particolarmente venerata in Russia: la Madre di Dio si fa guida del popolo cristiano presso il Figlio, che viene indicato con la mano destra.
   Secondo la tradizione la Madre di Dio Odigitria è una delle tre icone dipinte dall'evangelista Luca quando la Vergine era ancora in vita, poi portata da Eudosia, moglie dell'imperatore Teodosio il Giovane, dalla Terra Santa al monastero di Odegon (secondo alcuni invece alla chiesa delle Blacherne) a Costantinopoli (V secolo). Da questa prima icona si diffusero poi innumerevoli varianti, che si distinguevano per alcuni particolari iconografici, legati a miracoli e tradizioni locali.
   L'icona qui raffigurata è detta "Smolenskaja" in riferimento all'icona miracolosa venerata nella città di Smolensk.
   Il tipo iconografico dell'Odigitria  rappresenta sempre una raffigurazione frontale della Madonna, con il Bambino sul braccio sinistro.
   La Vergine indica con il gesto della mano il Figlio, raffigurato nell'atteggiamento di Giudice Misericordioso, infatti il Bambino ha nella mano sinistra un rotolo chiuso (il rotolo della legge), mentre con la destra benedice (in conformità al tipo canonico di Cristo Pantocratore). Le vesti della Madre di Dio sono quelle canoniche: la tunica blu (che si intravede sotto il manto), segno di umanità, e il mando porpora, segno della regalità, una regalità di cui tutti noi, in quanto figli di Dio, siamo rivestiti. Le tre stelle sul manto (sul capo e sulle spalle della Madre) sono un antichissimo simbolo della sua verginità: prima, durante e dopo il parto.
   Il volto del Bambino esprime serietà e maturità, propri dell'adulto. Cristo Bambino è quindi raffigurato come Dio-Uomo, i simboli sono evidenti nel gesto della mano e nel nimbo, in cui si profila la croce, segno della Passione. La presenza del divino è segnalata anche dalla ragnatela dell'assist sulle vesti della Vergine e di Gesù: l'oro indica, in quanto è un colore che non esiste in natura, la gloria di Dio.
   Le scritte leggibili sul fondo dorato sono le iniziali che contraddistinguono la Madre di Dio, che umilmente indica il Figlio da lei generato, come per sottolineare che è solo l'intermediaria tra il genere umano e Dio.
Vergine Nuova Odigitria
Madre di Dio Blachernitissa
Il tipo iconografico che raffigura la Vergine e l'Emmanuele sul Suo seno, apparve per la prima volta a Costantinopoli nella chiesa delle Blacherne, in un'icona miracolosa del XI secolo.
   Se ne trovano riproduzioni anche sulle monete degli imperatori bizantini e sui sigilli di personalità eminenti.
   Quest'icona rappresenta la venuta nel mondo di Cristo attraverso la Madre di Dio.
   La Vergine è raffigurata come Regina Celeste, infatti è avvolta in unmaphorion porpora, portatrice della luce celeste (ha la tunica blu).
   L'icona è molto ricca di raggi dorati e ampie campiture d'oro sulle vesti, fenomeno senza pari nell'iconografia.
   I due arcangeli ai lati superiori simboleggiano la celebrazione dell'eucarestia.
Cristo è raffigurato come Emmanuele, rivestito del sakkos episcopale e benedice come i vescovi con entrambe le mani.  Rappresenta sia la vittima offerta in sacrificio nell'Eucarestia, sia il celebrante della liturgia.
   Infatti il contorno delle braccia della Madre di Dio rimanda al calice usato nella celebrazione liturgica, al cui interno è contenuto l'Emmanuele.
Madre di Dio Glykophilousa
Il tipo iconografico della Glykophilousa (la dolce amante) risale alla metà del XIV secolo e nasce come variante della Madre di Dio Odigitria Eleousa(misericordiosa), che si distingue per l’atteggiamento di tenerezza tra la Madre e il Figlio e sottolinea l’umanità di quest’ultimo.
   L’immagine è essenziale e ha una intensità espressiva molto profonda. La profusione dell’oro sullo sfondo segna il dilatarsi nello spazio del nimbo, in tal modo l’icona consacra idealmente della sua presenza l’intera chiesa che le fa da cornice.
   L’iscrizione a forma di croce esprime la benedizione tracciata dalla Madre di Dio sui fedeli che la invocano.
   Questa icona prende il nome da un inno della Chiesa orientale:
Tu che sei più onorabile dei cherubini
e incomparabilmente più gloriosa dei serafini,
Te che senza corruzione partoristi il Verbo di Dio,
Te magnifichiamo qual vera Madre di Dio”.
 
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